Il progetto Icaro diventa un libro
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Un bel modo per dare seguito a questo importante progetto che nell’ultima edizione appena svoltasi si è trasformata in una festa, ricca di musica e balli, ma con il preciso scopo di far capire che in strada si può morire. E che gli incidenti stradale si possono evitare. Così il progetto Icaro oggi festeggia i 10 anni con l’intenzione di andare avanti su questo percorso
“Quella di una sempre maggiore sicurezza stradale – ha spiegato Antonio Manganelli, numero uno della polizia – è una sfida importantissima, ma per vincerla abbiamo bisogno del contributo di tutti, di un continuo lavoro di gruppo. In quest’ottica la prevenzione riveste un ruolo chiave, in particolare l’incontro e il dialogo con i giovani: c’è un dato che mi spaventa, quello secondo cui la prima causa di morte tra i giovani sotto i 30 anni sono proprio gli incidenti stradali, anche se il numero dei decessi in questa fascia d’età è in calo”.
Il progetto Icaro in ogni caso sembra funzionare davvero, anche per una caratteristica rara nel mondo della sicurezza stradale: è riuscito
a mettere ‘intorno ad un tavolo di lavoro’ un numero incredibile di partner, con il risultato di riuscire a fare davvero qualcosa di concreto. “I dati sulla diminuzione degli incidenti – ha confermato infatti Roberto Sgalla, direttore del servizio di Polizia stradale – sono confortanti: nell’ultimo quinquennio le vittime under 29 sono scese del 31% ma anche se abbiamo ridotto il numero di incidenti, fino ad essere tra i paesi più virtuosi, l’anno scorso a perdere la vita sono stati ancora in troppi, oltre 4200. Quelli di Icaro (diventato l’anno scorso un’esperienza pilota in altri 13 paesi grazie al cofinanziamento della Commissione europea, ndr) sono stati 10 anni molto intensi, segnati dall’incontro con decine di migliaia di studenti e centinaia di professori in 160 città diverse nella convinzione comune che la prevenzione conti tantissimo e che ogni uomo e donna della polizia che entra in una scuola compie un lavoro importantissimo”.
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